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Va' pensiero

Giuseppe Garibaldi che ci guarda fiero a piedi o a cavallo dalle piazze di molte città italiane, i nomi di Mazzini e Cavour che costituiscono tanta parte della toponomastica delle strade in cui abitiamo, l’inno di Mameli che tutti canticchiano e pochi conoscono, il Va’ pensiero che per tutti è più bello, il tricolore e le camicie rosse, una spigolatrice e trecento giovani e forti, una piccola vedetta lombarda, lo scoglio di Quarto e la breccia di Porta Pia: nomi, simboli, miti che ci giungono dall’epopea della formazione del nostro Stato unitario.
In tempi confusi, di smarrimento identitario e anche di ripensamento della stessa forma Stato è importante guardare a quegli avvenimenti, a quegli uomini, a quelle idee per vedere come noi italiani siamo cambiati in questi 150 anni e riflettere sul futuro dell’italianità. Una simile riflessione interroga soprattutto le giovani generazioni ed il mondo della scuola, che ha, in primo luogo, il titanico compito di formare bravi cittadini e buoni italiani, indipendentemente dall’appartenenza etnica, religiosa, politica.

Anche se è vero che il Risorgimento non è stata, come poteva, la nostra epopea “western”, alla narrazione – talvolta celebrativa ed oleografica, talvolta critica e problematica – che il cinema ne ha fatto si può attingere per rivelarne echi e rimandi nel nostro presente, per alzare lo sguardo oltre i confini nazionali, usando le risorse linguistiche ed espressive che la settima arte ha messo in campo per raccontare i cambiamenti dell’identità italiana fino ad un presente in cui, anche da questo punto di vista, tutto sembra continuamente rimescolarsi.

Qui di seguito descriviamo sinteticamente alcuni itinerari didattici con una duplice avvertenza: sono alcuni tra i molti possibili, quelli che ci sono sembrati più in linea con la chiave di lettura sopra descritta, e ne viene definito un target scolastico (elementari, medie, superiori), soprattutto per comodità di esposizione.

 

SCUOLA ELEMENTARE
Caro vecchio libro Cuore: la scuola ed i piccoli eroi

Sopravvissuto all’Elogio di Franti di Umberto Eco, con tutte le sue ingenuità ideologiche, Cuore rimane una delle pietre miliari della letteratura per ragazzi e una delle poche opere letterarie che ha cercato di creare una coscienza nazionale, un’opera che il cinema, e più spesso – e non a caso - la televisione (con esiti straordinari nel caso di Comencini), hanno raccontato.
Garrone, Bottini, il maestro Perboni, la piccola vedetta lombarda ed il piccolo scrivano fiorentino possono ancora parlare ai ragazzi di oggi? Esistono ancora? Sono incarnazioni di un mondo di ideali e valori da relegare nei libri di storia o, certo in modi e forme assai diversi, ancor oggi condivisibile ed auspicabile? Proprio le immagini dello sceneggiato di Luigi Comencini, della più recente e “attualizzata” versione di Maurizio Zaccaro o dell’animazione che ha segnato più di una generazione di spettatori saranno lo strumento per avvicinare il testo deamicisiano e le idealità di cui si faceva portatore in un confronto da cui, per questo e per quelle, potrà scaturire nuova linfa.
Partendo da ognuno dei due nuclei di Cuore, il diario di Bottini ed i racconti mensili del maestro Perboni, possono scaturire  due ulteriori approfondimenti didattici:
 - il primo potrà partire da un’analisi della rappresentazione del mondo della scuola in Cuore per riflettere, attraverso di esso, sui cambiamenti dell’identità italiana (Scuola elementare di Alberto Lattuada, Io speriamo che me la cavo di Lina Wertmuller solo per esemplificare);
 - il secondo potrà partire dagli esemplari atti di eroismo giovanile narrati da De Amicis per riflettere sui piccoli eroi del mondo di oggi, narrati anche dal cinema (un esempio per tutti, Iqbal).

Per avvicinare i bambini della scuola primaria alle vicende del Risorgimento si segnala l’animazione di Manuli e Nichetti Eroe dei due mondi, dedicata a Giuseppe Garibaldi.

 

SCUOLA MEDIA
Gli eroi del Risorgimento, la lotta per la libertà oltre confini, il Nord ed il Sud

Garibaldi, Mazzini, Cavour, Pisacane, i carbonari: i grandi protagonisti del Risorgimento sono stati raccontati – anche se più di rado in tempi recenti – dal cinema e dalla (bella) televisione (Viva l’Italia di Roberto Rossellini, Il Generale di Luigi Magni.). L’uso di materiali diversi – film nella loro interezza e/o nelle sequenze più significative, brani di sceneggiati televisivi, ma anche il fumetto e la musica – dedicati a quegli eventi e a quegli uomini, con particolare riferimento alla più cinematografica figura di Garibaldi, potrà essere il punto di partenza di un percorso teso a rileggere vicende e figure del Risorgimento fuori dall’aura del mito, con la sensibilità dell’oggi e grande libertà creativa, anche nella scelta delle forme audiovisive (il videoclip, il telegiornale etc.).
Due ulteriori itinerari didattici potranno prendere le mosse da questi materiali:
 - dal respiro sovranazionale ed internazionalista dell’esperienza garibaldina (eroe dei due mondi) e della riflessione mazziniana (Giovane Europa), si esaminerà la lotta per la libertà e l’indipendenza in altri Paesi con lo sguardo attento ed appassionato del cinema (Gandhi, Michael Collins, La battaglia d’Algeri, Il patriota, Terra e libertà);
 - le radici un po’ contorte dell’Italia in cui viviamo portano ad esplorare il tema del rapporto tra Nord e Sud nel nostro Paese, di cui qui si privilegerà una lettura sociale, un complicato rapporto che viaggia spesso attraverso la nostra cinematografia passata e recente, anche (ma non solo) nei modi della commedia (Incantesimo napoletano, Benvenuti al Sud).

 

SCUOLA SUPERIORE/CINEMAGIOVANI
Giovane Italia, giovani Italiani

Per le scuole superiori proponiamo un composito itinerario di sei film, articolato in due cicli, per riflettere sull’identità italiana, soprattutto dal punto di vista dei giovani.
Il primo ciclo include tre film individuati per offrire uno spaccato delle vicende risorgimentali nelle tre diverse aree del paese, Sud, Centro e Nord: Senso di Luchino Visconti, In nome del papa re di Luigi Magni e Bronte. Cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato di Florestano Vancini.
Il secondo ciclo racconta due decisive tappe dell’identità dei giovani italiani: la tragica esperienza collettiva della  prima guerra mondiale – La grande guerra di Mario Monicelli – e gli anni Settanta in cui i giovani, nel bene e nel male, acquisirono nuova consapevolezza del loro ruolo politico e sociale – Radiofreccia di Luciano Ligabue – per arrivare alle sfide identitarie e di cittadinanza poste dall’immigrazione e dalla multiculturalità – Saimir di Francesco Munzi.

La filmografia esistente consente inoltre l’articolazione di una pluralità di percorsi didattici che possono privilegiare un approccio più storico-linguistico: il Risorgimento nello sguardo dei grandi maestri del nostro cinema (Visconti, Rossellini, De Sica, i fratelli Taviani…); snodare il filo che dal Risorgimento porta all’altro grande momento fondativo dell’identità nazionale, la Resistenza (L’Agnese va a morire, Il partigiano Johnny, La notte di San Lorenzo); soffermarsi sulle donne del Risorgimento, partendo dal documentario di Giacomo Verde; guardare più da vicino la grande questione irrisolta dell’Italia post-unitaria e di quella contemporanea: la questione meridionale (da Il Gattopardo a Gomorra).




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