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La magia di Harry Potter

17 gli anni che Joanne K. Rowling, “madre” di Harry Potter, ha impiegato per scrivere i 7 libri della serie; 325 milioni i libri venduti in tutto il mondo; 69 le lingue in cui è stato tradotto; 8 i lungometraggi tratti dai romanzi con un incasso di quasi 8 miliardi di dollari. Già questi numeri danno idea del fenomeno Harry Potter.  La crescita e l’evoluzione del maghetto di Hogwarts ha accompagnato e riflesso quella di milioni di ragazzi, che sono diventati grandi con lui, ed ha affascinato milioni di adulti (che vi hanno forse ritrovato paure e speranze del proprio percorso di crescita): un romanzo-mondo di portata intergenerazionale, un’opera d’arte della cultura pop entrata a far parte dell’immaginario collettivo come solo poche altre sono riuscite a fare (ed in campo cinematografico viene in mente solo la saga di Guerre stellari). Un mondo magico la cui forza sta però nel fatto che Harry Potter è uno di noi, come scrive Simone Regazzoni, docente di estetica all’Università di Pavia ed autore di Harry Potter e la filosofia: “c'è una grande affinità tra il nostro mondo postmoderno, in cui realtà e finzione sono intrecciate, e il mondo della saga in cui il mondo magico è ripiegato nel mondo reale. In questo senso Harry è a tutti gli effetti un eroe postmoderno.”

 Di seguito una sintetica analisi dei singoli film della saga, in cui si mette in evidenza la tappa del processo di crescita che essi descrivono, già a disegnare un possibile itinerario didattico.

 Harry Potter e la pietra filosofaledi Chris Columbus, GB./USA, 2001 dur: 146'

Nel primo capitolo della serie Harry entra, parafrasando il titolo di un altro classico dell'infanzia, “nel paese delle meraviglie”. Ad undici anni scopre di essere un mago ed accede ad un mondo a lui sconosciuto fatto di bacchette magiche, cappelli parlanti, pozioni, sport praticati con scope volanti, binari 9 e ¾. Per molti psicologi il passaggio al pensiero astratto non è che l'inizio dell'adolescenza, in cui i ragazzi smettono di pensare alla realtà che li circonda come l'unica possibile.

 Harry Potter e la camera dei segreti di Chris Columbus, GB./USA, 2002 dur: 155'

Harry ormai ha messo da parte le meraviglie e inizia a crescere. Questo secondo capitolo della serie è quello dell'autonomia: una volta apprese le nozioni di base, iniziamo a staccarci dagli adulti, a cercare noi stessi le soluzioni, spesso più complicate di quello che sembrano, a capire in prima persona cosa c'è intorno a noi, esplorando il mondo che ci circonda. Harry, insieme ai suoi inseparabili amici, Ron ed Hermione, si muove di nascosto, grazie al mantello dell'invisibilità, tra le stanze e i corridoi di Hogwarts, nel bosco della scuola, parlando con fantasmi e affrontando prove, il terribile basilisco, che lo porteranno ad un nuovo livello di consapevolezza di se stesso.

 Harry Potter e il prigioniero di Azkaban di Alfonso Cuaròn, GB./USA, 2004 dur: 136'

Black (nero) è la parola che caratterizza questa nuova avventura. Black è il nome di Sirius, evaso dal carcere della magia di Azkaban e che diventerà uno dei personaggi più importanti per Harry. Black è l'atmosfera, quindi la scelta del direttore della fotografia nel caratterizzare i luoghi della vicenda. Black sono i Dissennatori, coloro che succhiano l'anima dei vivi. Ma questo è anche il capitolo in cui i protagonisti sono degli adolescenti come tanti. Alfonso Cuaròn, regista del film, ha dichiarato: "Harry non è altro che un bambino che tenta di utilizzare la sua bacchetta sotto le lenzuola di nascosto dai genitori, tenta di emulare il padre ed alla fine riesce ad usarla sprigionando il suo potere. Non si tratta di altro che della normale crescita di un adolescente".

 Harry Potter e il calice di fuoco di Mike Newell, GB./USA, 2005 dur: 151'

E' giunto il momento di affrontare le proprie paure e prendere coscienza che certi obiettivi saranno raggiunti solo attraverso un duro impegno personale e sociale. Ciò che è ideale e ciò che è reale nell'adolescente iniziano a separarsi.Bisogna affrontare delle prove e Harry affronterà il torneo Tre maghi” per arrivare al faccia a faccia con Voldemort e nella scena, più horror che fantasy, in cui il signore oscuro torna alla vita, Harry si trova di fronte all'uccisione dell'amico Cedric.

 Harry Potter e l'ordine della fenice di David Yates, GB./USA, 2007 dur: 133'

Una fase dell'adolescenza è caratterizzata dalla contestazione del mondo degli adulti. Il rapporto con i propri genitori diventa conflittuale, spesso non si riesce a comprendere le richieste che ci vengono fatte e, a nostra volta, non riusciamo a far comprendere le nostre necessità/bisogni. Questo è quello che accade ad Harry, in particolare nel rapporto con Silente, che fino ad ora si era comportato come un padre, aiutando e difendendo il giovane mago. NeL'ordine della Fenice Harry mette in discussione il suo mentore e in più di un'occasione si sentirà abbandonato.

 Harry Potter e il principe mezzosangue di David Yates, GB./USA, 2009 dur: 147'

La fine dell’adolescenza è legata all’emergere dell’autonomia, della coerenza e della responsabilità con cui l’individuo si rapporta al mondo (rapporti significativi con un’altra persona, gruppi di riferimento più prossimi), sia sul piano affettivo e sessuale, sia sul piano operativo e istituzionale. Per Erik Erikson questa tappa è raggiunta dopo l'acquisizione dell'identità, accettando se stessi anche se ci si sente diversi cambiati. Nel penultimo capitolo della serie, Harry, ormai diciottenne, termina la sua adolescenza, deve fare i conti con l'amore per Ginny, e accettare il proprio ruolo: colui che ucciderà Voldemort.

 Harry Potter e i doni della morte - parte 1 di David Yates, GB./USA, 2010 dur: 146'

E' tempo di affrontare il proprio destino. Andare avanti, da soli. Lasciare la propria famiglia. E' questa la scelta che ognuno di noi prima o poi si trova a dover fare. Così come Harry, Hermione e Ron, nell'incipit di questa prima parte dell'ultimo capitolo. Nei cinque minuti iniziali è racchiuso il senso di questa tappa della crescita: Hermione fugge dai suoi genitori e tramite l'incantesimo Oblivium cancella le tracce della propria esistenza (il suo volto scompare dalle fotografie di famiglia). Si è diventati grandi e ci si deve confrontare con il mondo esterno: nel bene e nel male. 

 Harry Potter e i doni della morte - parte 2 di David Yates, GB./USA, 2012 dur: 130'

“Tutto dipendeva da quell'irrevocabilità. Tutte le situazioni fondamentali della vita sono irrevocabili. Perché l'uomo diventi uomo deve superare quell'irrevocabilità in piena coscienza. Berla fino in fondo......” scrive Milan Kundera nel suo libro Lo scherzo. Harry Potter, giunto alla resa dei conti finale, ormai adulto accetta questa irrevocabilità, andando incontro alla morte, consapevole che solo così potrà scrivere la parola fine alla lotta tra lui e Voldemort.

 Molteplici sono le modalità di immersione nel mondo potteriano, proprio per la sua vastità e complessità. Segnaliamo di seguito perciò solo alcuni possibili spunti di lavoro per i diversi gradi di scuola.

 Scuola primaria. Analisi del primo capitolo della saga. Individuazione e descrizione (anche con disegni) delle figure e degli elementi che caratterizzano il mondo dei babbani ed il mondo di Hogwarts, nonché della relazione che esiste tra i due livelli di realtà.

 Scuola media. Analisi e confronto linguistico tra secondo e terzo capitolo della saga, anche in relazione all’evoluzione del personaggio di Harry. Analisi dei possibili meccanismi di identificazione nel personaggio di Harry. Approfondimento del tema del gruppo partendo da L’Ordine della Fenice.

 Scuola superioreMappatura psicologica dei personaggi della saga in relazione alla dialettica bene/male. Approfondimento del rapporto tra magia e filosofia ( da Empedocle a Marsilio Ficino a Giordano Bruno fino a John Dee che ha ispirato il personaggio di Albus Silente). Analisi del personaggio e delle scelte etiche di Harry come occasione di riflessione sul conflitto libero arbitrio/predestinazione.




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