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Insegnare il cinema significa entrare in un mondo talmente libero da rischiare di perdersi. Per questo la riflessione metodologica e la sperimentazione didattica hanno avuto sempre indubbia centralità all’interno del Progetto.
Mettendo da parte i miopi ritardi e le colpevoli difficoltà con cui il cinema è stato ammesso – e ancora non sempre, non ovunque – nei luoghi della formazione, certo è che la scuola non può comunque avere qui il primato dell’alfabetizzazione. Rispetto alle altre arti, infatti, la cui iniziazione passa attraverso le aule scolastiche, il dato dissonante è che la familiarità con l’audiovisivo precede ogni forma di introduzione al suo linguaggio.
L’atto del vedere è di per sé un’esperienza immediata – dall’occhio al cervello - che non ha bisogno di acculturazione e i nostri bambini e ragazzi possiedono, ormai quasi connaturata, una qualche competenza nella visione e nel consumo di immagini.
Nell’elaborazione di una didattica per il cinema, quindi, l’obiettivo non può e non deve essere quello di riempire un vuoto, di portare alla scoperta dell’ignoto, ma di guidare, attraverso strategie maieutiche, verso la sistematizzazione di un vissuto stratificato, valorizzando l’inconsapevole bagaglio di strumenti di orientamento e decodifica che gli allievi per esperienza possiedono, resistendo alla tentazione di porre su un piano razionale-normativo ciò che appare loro naturale.

Nella diversità di strumenti messi in campo, rispondendo a diversi livelli di interesse e a interlocutori/utenti appartenenti a classe d’età molto diverse, abbiamo sempre privilegiato tre aspetti.
In primo luogo, nella scelta dei testi filmici da proporre, evitiamo tentazioni storicistiche: soprattutto negli approcci iniziali, il piacere affabulatorio e di evasione, di fuga con l’immaginazione ci sembra fondamentale. A questa idea, fermo restando un buon grado di qualità tecnico-artistica, risponde l’uso di film di genere, che utilizzano un codice visivo facilmente individuabile, di film di successo commerciale, che possono essere illuminati sotto un diverso punto di vista, o di prodotti televisive (serial, sitcom, TV movies, sceneggiati) che, nel panorama odierno, uniscono codici di comunicazione immediatamente percepibili a esiti artistici non inferiori e talvolta di molto superiori a gran parte della produzione cinematografica.
Questo allenamento ad una visione attiva rende non solo possibile, ma anche appassionante l’avvicinamento a prodotti complessi o semplicemente percepiti come difficili, per, ad esempio, ritmi narrativi più piani o, scoglio quasi insormontabile, per l’uso del bianco e nero.
Nella lettura ed analisi del film, la lezione frontale che spiega l’opera, ci sembra non portare a nessun ragguardevole risultato: partire da e interagire con le impressioni, sensazioni, idee - qualsiasi esse siano - dei bambini e dei ragazzi è pedagogicamente più interessante e certo coerente con la natura del cinema che, tanto nel suo farsi quanto nella sua prioritaria modalità di fruizione, necessita di una dimensione collettiva e relazionale.
Da ultimo, a conclusione di un percorso di indagine delle regole grammaticali e sintattiche del linguaggio audiovisivo attraverso la produzione del passato e del presente, riteniamo importante offrire la possibilità che tale linguaggio si faccia strumento di espressione del sé da parte dei bambini e dei ragazzi, che siano questi ultimi a divenire creatori di immagini.
Anticipando pratiche didattiche ormai molto diffuse e senza voler significare che ogni percorso debba concludersi con la realizzazione di un video, la produzione diretta da parte degli studenti è stata una strada che il Progetto ha perseguito con determinazione sin dall’inizio perché è nel “fare cinema”, in quel momento di grande creatività e divertimento, che i bambini ed i ragazzi possono mettere in gioco fino in fondo le proprie percezioni e sensibilità sul terreno dell’audiovisivo, confrontarsi con i dubbi e le difficoltà dell’atto creativo, fare quindi veramente proprie le conoscenze acquisite affinando le capacità critiche ora esercitate non più su un corpo estraneo ma su una materia percepita come viva.

In questa sezione del sito trovate le novità dell’anno in corso  e la gran parte dei percorsi elaborati nel corso degli anni, organizzati in tre grandi ambiti: il cinema come linguaggio (percorsi di natura prettamente linguistica); cinema testimone del tempo (percorsi riguardanti i grandi temi della società contemporanea o i grandi ambiti del mondo dei giovani) e cinema e… (percorsi in cui la settima arte si intreccia con le materie curriculari).
I percorsi  hanno natura e struttura diversa anche perchè sono il frutto del lavoro delle molte persone che si sono avvicendate nel Progetto, ognuna delle quali, nella condivisione dell’ispirazione e delle istanze di fondo, portatrice di uno sguardo, di una sensibilità, di un gusto.
 




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